Ore 5.34: tra turni di guardia, colpi di sonno e lettura, facciamo il check-in e il controllo sicurezza e arriviamo al duty free. Che ha aperto ora e siamo qua già da venti minuti. Inizio a capire perché alcuni voli costano meno. Stazioni di ricarica per i telefoni \ò/ Ah, mi si è rotta la penna, quindi continuerò a scrivere direttamente qua. Se prima il sonno era una cosa concreta ora è più uno stato costante. Mi sento gli occhi gonfi, la gola secca, faccio fatica a concentrarmi e ho come un vago senso di ebbrezza. Immagino fare tre dormite da un'ora nell'arco di venti ore sia quella quantità di sonno descrivibile con "troppo poco". Il bagno degli uomini è bagnato che lo stanno pulendo, non posso manco fare pipì. Ancora una volta: low cost.
Una bambina che corre in giro dalle 04.00 ha appena scoperto che la corticalizzazione del suo corpo non è ancora completa ed è cascata "a bocca avanti" iniziando a piangere come la sirena di un'ambulanza. Quasi dimenticavo, abbiamo fatto colazione! Caffè, succo d'arancia e pasta a 4.70€. Mh. Roma - Copenaghen dura circa due ore. Spero solo di riuscire a dormire. All'una e mezza circa ho fatto un video in cui facevo il giro del posto in cui ho passato la notte. Quando sarò di nuovo a casa caricherò tutti i video su YouTube e metterò i link qua. Forse.
Ore 07.25:PORCA PUTTANA STO VOLANDO, SONO MEZZO ALLE FOTTUTE NUVOLE!
È una sensazione stupenda, se fai finta di non sentire la pressione che ti violenta le orecchie ed il rumore dei motori e della fusoliera. Ciononostante proverò a dormire un paio d'ore.
Ore 10.10: A parte il decollo e l'atterraggio, ho dormito stoicamente. L'aeroporto di Copenhagen è bello da morire, col pavimento in parquet e tutto quanto, solo che la roba si paga in Corone Danesi e costa uno sfracascio. Il tasso di vichingaggine è talmente alto che mi sento una fighetta, e al ritorno dobbiamo fare tappa a Oslo. Ho paura che arrivi il Ragnarok.
Ore 14.14: Ho dormito per un paio d'ore. Siamo al Gate con tre ore ed un quarto d'anticipo a causa di una fila spaventosa che poi ci hanno fatto saltare in quanto cittadini UE. A Roma non mi ero reso conto di quanto la gente si vestisse male fuori dall'Europa. Fa quasi paura.
Ore 15.13: gli occhi mi si chiudono da soli. Inizio ad avere bisogno di arrivare. Qualsiasi destinazione andrebbe bene, purché il viaggio finisca. Ho bisogno di farmi una doccia, cambiare i vestiti che indosso da ventiquattro ore e fare una dormita come si deve.
Ore 23.59 (fuso orario di New York): siamo saliti su un taxi di un indiano e abbiamo pagato 180 dollari di taxi. Girare per le strade di New York è come stare in un cazzo di film. Mi sento un campagnolo. Arriviamo in hotel e ci prendono 220 dollari per i danni accidentali. Abbiamo speso 400 dollari per arrivare in camera, in pratica. La camera è piccola, ma confortevole. Il letto non è a due piazze neanche per idea, ma alla fine poco importa (però è sicuramente matrimoniale. Nel senso carnale del termine, almeno)



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