Cammino, ed ho la sensazione che il marciapiedi diventi un po' più consumato sotto i miei piedi.
A volte ho l'impulso di sfiorare una delle macchine parcheggiate lungo la strada, ed ho la sensazione che il metallo si ossidi sotto le mie dita. Niente di eclatante: non diventa color del sangue rappreso, né inizia a sembrare una piaga purulenta; solamente ho l'impressione che si faccia più consumato, e che la vernice scolorisca.
È giorno di festa, questa sera, per tutti ma non per me.
Il mio lavoro, macché, la mia natura non conosce festa né ferie né riposo di alcun tipo.
Questa sera è sera di festa, e passo davanti ad un parco.
Lì, palesemente ubriachi, giocano a passarsi una bottiglia di acqua piena come se fosse una palla da rugby.
Evidentemente è molto divertente, io non lo so. Il mio essere non conosce divertimento.
Festeggiano. Festeggiano e non sanno che io sono ovunque ed anche ora, in questo momento, l'erba che viene sfiorata dal mio sudario e calpestata dalle piante dei miei piedi, anche ora si fa lievemente più sbiadita, a tratti giallognola e secca.
Festeggiano, e credono che questo serva a sublimare giorni e settimane e mesi di strisciante servilismo verso i loro capi, genitori, coinquilini, partner, obblighi universitari, ma non serve: domani non è festa, e lo strisciante servilismo ricomincerà come da principio fino alla prossima sera di festeggiamenti.
I bagordi, ah, i bagordi. Dimenticare per qualche ora che io sia qui con voi sempre, in ogni momento, anche quando vi toccate sotto la doccia, anche quando siete al bagno; raggiungo qualcuno mentre dorme, altri mentre si infilano i pantaloni.
Ma i bagordi vi fanno dimenticare me, i vostri capi, i vostri genitori, i vostri coinquilini, partner, obblighi universitari.
Cosa voglio dire?
Non lo so. Io sono qui, e l'erba ingiallisce un poco.
Io sono qui, e lavoro, mentre voi festeggiate, ovunque stiate festeggiando.
Credo che la consapevolezza di essere dei granelli di polvere in un complicato orologio come la vita migliorerebbe la vostra esistenza: prendere la vita così, come viene.
Credo, ma non so.
Non io, che di fatto non sono mai stato vivo.
Non io, che del prendere la vita così come viene ho fatto la mia stessa essenza.
Non io, che per occhi ho solo nere orbite vuote.