martedì 31 gennaio 2017

Giorno 1: 31/01/2017

Ore 15.31: tra un minuto partiamo. Avevo la terribile sensazione di essermi dimenticato qualcosa e infatti. Mi sono dimenticato l'agendina che uso per scrivere, quindi scriverò direttamente qua la brutta copia, senza correggere nulla. Il viaggio è iniziato col botto: prima ancora di salire in treno mi hanno chiesto i documenti. Fra 36 ore arriverò a New York City e non ho neanche il giubbotto di kevlar. Hanno chiesto i documenti anche a mio fratello, nonostante sembri meno indiano di me.
Nulla ti dà la sensazione di star andando in America come tagliarti la barba prima di uscire di casa.


#RoadToDunwich #ACenaConIGrandiAntichi

16.08: siamo partiti con 17 minuti di ritardo, alla fine. Ora stiamo passando davanti a Borghetto. Riconosco i luoghi, solo che vederli da questo lato è... Strano. Vengo soltanto ora a conoscenza del fatto che per attraversare gli Appenini esiste un solo binario, quindi i treni devono fare a turno per passarci, altrimenti... Kaboom.


18.25: arriveremo a Roma Termini con 26 minuti di ritardo. Questo ci farà perdere ben DUE coincidenze per Fiumicino. Inizio a chiedermi perché molta gente preferisca i mezzo di trasporto privati...

Ore 19.00 saremmo dovuti arrivare tra due minuti. Inutile dire che è soltanto una pia illusione. Stiamo attraversando tipo un milione di gallerie e mi sembra di avere un phaser per chitarra dentro le orecchie.

Ore 20.10: siamo a Fiumicino al Terminal 3 e abbiamo subito cercato un bagno. La coincidenza è partita in ritardo e abbiamo attraversato 23 binari correndo come diaperati accompagnati da trun-trun del mio trolley. Ho pisciato in un bagno minimal con i muri di legno chiaro tipo betulla. C'è un bordello di gente, forse quando ne va via un po' faccio il giro turistico. Si muore di caldo qua dentro, ci saranno venti milioni di gradi. Ho una fottuta maglietta di cotone a maniche lunghe e sto morendo.




Ore 20.50 abbiamo pagato 6.20€ per due coche da 0.5 in plastica da un barista che ci ha ignora per servire il cartello bangladese delle Moretti da 66cl. Dobbiamo passare le prossime otto ore seduti su delle sedie d'acciaio cercando, immagino, di dormire. Ah, ho comprato la Moleskine alla Feltrinelli, ma ormai fino a mezzanotte si scrive direttamente qua.

Ore 21.45: ancora sette ore seduti in aeroporto. Ne sono passate due e inizio a sentire l'inattività che mi mangia il cervello. Non posso dormire per far passare meglio il tempo, non posso guardare film perché la wi-fi dell'aeroporto è troppo lenta. Potrei leggere, ma a furia di farlo sto perdendo la capacità di mettere a fuoco le cose distanti.

Ore 23.03: L'aeroporto è illuminato a giorno e non riesco a dormire neanche con la testa poggiata sul tavolo, cosa che in altre situazioni mi è venuta scandalosamente bene. Questo ha delle serissime implicazioni sul mio futuro, visto che contavo, un giorno, di poter andare in Islanda.

Ore 23.59: ultima nota della giornata. Ho disattivato un servizio in abbonamento che non volevo e che ho attivato per errore. Gli occhi  iniziano ad incrociarmisi, la testa a girare e ho la sensazione di indossare un cappello troppo stretto. La prof che segue la mia tesi mi ha ricordato che invece di cazzeggiare potrebbe essere opportuno (nel senso che lo è indubbiamente) portare avanti la tesi. Come darle torto.

P.S.: quando sarò a casa inserirò i link ai video

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