giovedì 2 febbraio 2017

Giorno 3: 02/02/2017

Ora locale 09.19: ci siamo svegliati due ore fa. Lavati, vestiti e poi tuffati nella metropoli. La temperatura è simile a quella italiana ma c'è un vento che taglia le orecchie. Giriamo in tondo cercando un Dunkin' Donuts per poi accorgerci che ci siamo passati davanti. Caffè e donut per entrambi, poi di nuovo fuori. La sensazione di camminare per le strade di New York è semplicemente indescrivibile. C'è traffico persino sui marciapiedi, mentre dei tizi di colore ti chiedono ogni venti metri se vuoi prendere l'autobus per fare il giro turistico della città. Una tizia è stata quasi investita da una bicicletta al soave suono di "are you fucking kidding me?" causandomi delle genuine risate. Ad un ambulantr abbiamo preso una specie di panino con uova, bacon e cheddar, il tutto con abbondanti sale e pepe. Inizio a capire perché vedo così tanti ventri prominenti.
Ah, ho bevuto il caffè americano. Se fai finta che non sia caffè non è neanche COSÌ male. E poi ha un sacco di caffeina, e se me ne accorgo io con il mio rigidissimo regime alimentare da quattro espressi al giorno, qualcosa significa. Ha un buon sapore e scalda da morire, che è un importantissimo punto a favore, oggi.
Nota: "The city that never sleeps" non dorme mai. Abbiamo sentito rumore di cantieri, voci e sirene della polizia per tutta la notte.





Ora locale 13.08: alle 09.45 siamo usciti di nuovo per andare da Macy's e comprare del dentifricio (che l'hotel a quanto pare non passa) ed eventualmente uno zainetto in cui mettere bottiglie d'acqua etc. Lo zainetto più economico che abbiamo trovato costava 50$, mentre di dentifrici neanche l'ombra. Credo che oltre ai buchi neri gli americani non siano avvezzi neanche al lavaggio dei denti. Abbiamo trovato un alimentari, che deve essere l'equivalente americano dell'Eurospin, e comprato il dentifricio. Poi abbiamo pranzato da KFC alla Pennsylvania Station e fatto un bellissimo selphie con l'omino mascotte di Dunkin' Donuts. Non credo che questa vacanza possa avere dei momenti migliori della foto con l'uomo tazza.




Ore 17.51: sono tornato in hotel dopo che siamo arrivati a piedi al Metropolitan Museum passando per Central Park. È un peccato vederlo ora con gli alberi completamente spogli. Un tizio ci si è accollato per convincerci ad andare sul Risciò al modico prezzo di 30$, sostenendo che a piedi fosse proibitivo. Per risparmio e per ripicca ci siamo fatti mezzo Central Park (fino al Metropolitan Museum) a piedi. Ah, un tizio mi ha guardato male perché non ho voluto né zucchero né panna nel caffé americano. C'è anche una pista di pattinaggio sul ghiaccio, in mezzo al parco. Molto bella.








 Ah, e il Trump Palace






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