lunedì 28 novembre 2016

Sugli spoiler, la scrittura e l'insonnia.

Come sempre, quando non si sa che cazzo dire, parlare a sproposito è davvero wow.
Questo per dire che ho terminato or ora (cinque minuti fa, in realtà) la quinta visione (stavolta in lingua originale con sottotitoli in lingua originale) di Watchmen, film tratto dalla graphic novel scritta da Alan Moore e disegnata da Dave Gibbons, diretto da Zack Snyder (no. Lo odio, ma questo film. QUESTO FILM) e scritto da David Hayter e Alex Tse.

Forse un paio di domande vi sono balzate in mente, permettetemi di chiarirvi un paio di cose: ho guardato Watchmen da solo, poi con la mia (ormai) ex-ragazza, poi da solo di nuovo, poi ho letto la graphic novel, poi ho rivisto il film insieme ad un mio amico ed, infine, da solo in lingua originale con sottotitoli in lingua originale. Per dire che NON SONO ASSOLUTAMENTE un fan del prodotto. Ma proprio no.

Ho visto lo stesso film per la quinta volta ed ho vissuto la stessa storia (quasi, ma ok) per la sesta. E, nonostante tutto, arrivato al culmine della narrazione (a dieci minuti dalla fine) quando tutte le carte vengono scoperte, ho provato le stesse emozioni della prima volta: sconforto, abbandono, tristezza, commozione (nel senso che mi sono commosso, non che ho avuto un trauma cranico).
Eppure sapevo già come sarebbe finito. Sapevo già, scena per scena, tutto quello che sarebbe successo. Conosco i personaggi, conosco i fatti, conosco gli svolgimenti, gli stratagemmi narrativi, i colpi di scena, i misteri, le gag. TUTTO. Eppure nulla mi ha impedito di ridere quando si supponeva si dovesse ridere, meravigliarmi quando si supponeva dovessi meravigliarmi (robe di vetro wow), emozionarmi quando si supponeva dovessi emozionarmi. Giuro che non mi succede con tutti i film.
Perché?
Zack Snyder è un così sublime regista? No.
David Hayter e Alex Tse sono dei così sublimi sceneggiatori? Non particolarmente.
Alan Moore è un così sublime scrittore? Eccoci. CAZZOSÌ.
La vicenda, una volta che si aderisce al mutuo accordo che è il patto narrativo, è incredibilmente VIVA, incredibilmente VERA, così come lo sono i personaggi. E un'opera scritta in questo modo, anche senza apprezzarne gli infiniti virtuosismi (nella graphic novel, poi), non può non emozionare.
QUINDI
stringendo.
Se mi avessero spoilerato il film, me lo sarei goduto meno? No. Perché un'opera eccellente rimane capace e potente a prescindere dalla quantità di roba che già conosci. Oppure sei una persona talmente arida che per provare delle emozioni deve subire i più turpi stratagemmi narrativi (cliff-hanger a cazzo di cane, Stephen. Parlo di quelli. E anche dei finali a sorpresa improbabili, Dan.) e allora ti meriti, bontà divina, tutti gli spoiler di questo mondo. TUTTI. Se sei così incommensurabilmente inetto che uno spoiler è capace di rovinarti un'opera, allora ti meriti di non goderti più nessuna opera "whatsoever". Per tutta la tua miserabile vita.
E lo dice uno che ritiene che "le nozze rosse" siano uno dei momenti più alti della letteratura odierna (e mi furono spoilerate), per dire.
Magari sono io, but still.

Note (ovvero: cose di cui nessuno si interessa):
- Ho visto per quattro volte tutta la trilogia de "Il Signore degli Anelli";
- Ho letto per cinque volte "Uomini d'Arme" di Terry Pratchett;
- Ho letto per tre volte tutti gli altri libri di Terry Pratchett che ho a casa, compreso "Good Omens";
- Ho letto per tre volte anche "American Gods" (e non vedo l'ora che esca la serie tv);
- Ho finito per ben dodici volte "Devil May Cry 3";
- Ho visto per NOVE volte "Slevin, Patto Criminale";
- Ho letto per due volte la saga della "Torre Nera" fino al quinto volume. Il sesto ed il settimo li ho letti una volta sola, ed è anche il motivo per cui odio visceralmente Stephen King;
- Ho letto molti altri libri e visto molti altri film. NESSUNO mi è stato rovinato da uno spoiler.
Questo solo per dire che non c'è spoiler che equivalga ad una lettura/visione integrale e non c'è stata lettura/visione integrale che mi abbia rovinato la fruizione di un'opera.

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