sabato 9 aprile 2022

Vomitoria Ultima 1 - uno spazio di riflessione

Allora, ho deciso di aprire questo spazio per riversarci dentro le mie paturnie. I vomitoria, nell’antica Roma, erano le gigantesche porte degli anfiteatri in cui e da cui si riversavano gli spettatori. Un nome piuttosto evocativo. E un gioco di parole scadente: massimo sforzo, minima resa.

I vomitoria ultima saranno gli spazi che mi prenderò senza alcuna pretesa poetica, sono gli spazi della vostra quotidianità in cui mi permettete di invadere la vostra mente come un virus, lasciandovi soltanto la domanda: perché ho deciso di seguire questo pomposo coglione?

Non avrete mai risposta.

PER CUI, oggi a lavoro mi hanno cambiato un’altra volta orario. Non un dramma, assolutamente non un dramma, MA. Il venerdì pomeriggio mi serviva. Mi serviva per giocare di ruolo. Ho ricominciato a fatica dopo nove anni di pausa, pensando che non fosse una cosa per me E INVECE LO È. Unisce la mia sempiterna passione alla scrittura alla necessità di stare al centro dell’attenzione alla socialità (seppur protetta dal regolamento di gioco). Nel diagramma di Venn che unisce bisogni primari (gli umani hanno bisogno di altri esseri umani per ricordarsi di essere umani) a quelli individuati da Maslow, la minuscola intersezione —almeno per quanto mi riguarda— sono i giochi di ruolo.

Con la compagnia che ho trovato, il venerdì (ogni due) sarebbe stato il giorno perfetto. Invece no. Il mio datore di lavoro mi ha cambiato orario per la terza volta in due settimane e non giocherò. Dopo nove anni ritrovo una mia passione e mi viene strappata via. 

Ok. Sono un po’ demoralizzato. Tutto qui. Scrivere le cose a sangue freddo fa cacare. A sangue freddo sembra sempre che nulla abbia importanza e che sei un coglione ad avere a cuore LE COSE. Però non mi sento coglione. Mi sento proprio come se mi fosse stato tolto qualcosa. Non so. Forse sono esagerato io.

Chissà.

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