DISCLAIMER: Questa è un’opera di fantasia. Ogni riferimento a fatti storici, personaggi o luoghi reali è completamente casuale. Altri nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono il frutto dell’immaginazione dell’autore, e qualunque somiglianza con fatti, luoghi o persone reali, viventi o defunte, è anch'essa casuale.
Parte 3b
È proprio una bella giornata, eh?
Parte 3b
È proprio una bella giornata, eh?
Mi tolgo il cappotto e lo metto sotto braccio. Il sole mi scalda e mi torna in mente la ragazza del balcone. Sorrido al pensiero. Un cretino vestito di grigio e nero che sorride al sole. Non conosco gente nuova da così tanto tempo che non saprei neanche da dove iniziare, e comunque avrà quindici anni meno di me, e poi non ho idea di chi sia, e poi non potrei mai chiederle nulla, che cazzo di figura ci farei? Un viscido bavoso, ecco che figura ci farei. Non la conosco neanche. Certo, una persona del genere non può che suscitare almeno la curiosità di chiunque la veda, ed ultimamente è un evento quanto mai raro.
Lo vorresti un fucile di Checov? Non costano nulla al mercato nero.
Tolgo il portafogli dalla tasca posteriore e guardo la sua espressione beffarda. Lo infilo nella tasca interna del cappotto.
Mi ricordo ancora i primi tempi con Valeria. Tutto è stato così incredibilmente semplice da sembrare irreale anche mentre lo vivevo, figuriamoci ora che sono passati undici anni. Non ci siamo mai corteggiati. Mai. Anzi, abbiamo vomitato la nostra merda uno in faccia all'altra e viceversa solo per vedere cosa sarebbe successo, e abbiamo iniziato a uscire insieme e ci siamo innamorati senza neanche accorgercene.
Un dolore sordo mi blocca completamente l'addome e le gambe. Non riesco a camminare e le ginocchia sembrano cedere sotto il mio peso. Vorrei accasciarmi al suolo e diventare tutt'uno con il terreno, fino a scomparire.
Rfhhsprhha, chnctrht skllkph fhr.
Una voce soffocata cerca di parlarmi attraverso il cappotto. Appoggio la schiena alla rete di un giardino e tiro fuori il portafogli.
Hai capito?
Lo guardo con aria interrogativa.
Respira, pensa a quello che puoi fare. Lei è morta e anche se continui a sognarla non tornerà.
La vita ha perso colore da quando se n'è andata.
Allora ammazzati e libera il mondo dei tuoi inutili lamenti, frignone.
A volte dimentico che non c'è differenza tra voi e me.
Davvero ti sei dimenticato una cosa del genere, idiota?
Non ci stavo pensando.
Con un'unghia faccio saltare una cucitura.
AAAARGH!
Rimetto il portafogli nella tasca interna, non senza fatica.
Arrivare a casa. Dormire. Magiare. Incontrare il cliente. Forse sentire Agata.
Pensa solo a ciò che è alla tua portata, fa schifo ma ci riesce tutto il mondo, maledizione. Impegnati, stai concentrato. Devi riuscirci anche tu. L'intelletto non ti serve, è un errore dell'evoluzione che reso delle scimmie buffamente calve abbastanza intelligenti da non cacarsi addosso urlando trionfanti, aberrazioni orrorifiche al pari delle marionette animate di alcuni racconti, dei morti viventi, vivificazioni di un incubo perverso da cui non esiste fuga. La natura o chi per lei ci ha dotati di abbastanza cervello per pensare di poter guardare nell'abisso della nostra esistenza, ma non abbastanza da poter interpretare ciò che vediamo una volta che il nostro sguardo si posa sull'indecifrabile. Abbiamo escogitato un sacco di bellissime strategie, solide come castelli di carte, per far finta di poter sopportare la visione di ciò che danza davvero dietro i nostri occhi, nel retroscena della vita umana, ma quando un vento gelido spira dalle profondità le carte vengono spazzate e via e non ci rimane che abbracciarci le ginocchia in un angolo e guardare con occhi sbarrati la nuova realtà, incapaci di fare alcunché.
Hai bisogno di bere eh, stronzo?
No. Non ne ho. Posso farcela. Devo solo stare concentrato.
Fai finta quanto vuoi. intanto quella soluzione funzionava, eh?
Tiro fuori il portafogli che mi fissa con un sorriso sardonico.
Sfilo i documenti ed i soldi e li infilo in tasca e getto il provocatore in mezzo ad un cespuglio di piante grasse di qualche vecchia signora. Un urlo soffocato tira gli angoli della mia bocca verso l'alto nella malvagia imitazione di un sorriso.
Prendi questo, stronzo impudente.
La cosa davvero deprimente di quello che faccio per vivere -e che nessuna quantità di coraggio al mondo sarà mai sufficiente per chiamare "lavoro"- è che oramai riesco quasi a prevedere cosa mi verrà chiesto. Mia moglie ha iniziato ad andare a lezioni di ballo latino americano e all'inizio ci andava raramente, ora ci va quattro volte a settimana e quando torna è sempre felice temo che mi tradisca, lei può verificarlo? Certo che posso, sua moglie ha ritrovato la felicità dopo anni di grigiore, grigiore chiaramente causato da un matrimonio troppo precoce con un omino troppo noioso, arrogante ed egoista per poter anche semplicemente pensare di essere la causa stessa del tradimento. certo che mi apposterò tra i contenitori dell'immondizia, tra cespugli, merda e piscio di cane, soltanto per raccogliere delle foto dove la tua -mi auguro- futura ex moglie salta allegramente sul cazzo di uno sconosciuto ispanico con la tartaruga e pure tutto il resto dell'arca di Noè, certo che starò lì, sentendomi una merda per star violando la privacy di qualcuno mentre la malinconia e la solitudine vorrebbero farmi scappare per chilometri, certo che starò lì ad ascoltare urla e gemiti resistendo al desiderio di vomitarmi in faccia.
Lo farò, ma solo perché non ho scelta.
È davvero affascinante come le persone pensino sempre di essere così irrecuperabilmente originali. Forse il nostro cervello ci costringe a pensarlo, se acquisissimo la coscienza di essere quasi sette miliardi e mezzo di piccoli cloni basterebbero davvero le strategie che già usiamo per impedirci di prenderci tutti per mano e abbracciare l'estinzione? È vero, i dettagli cambiano, ma i comportamenti rimangono sempre e solo gli stessi, come se un programmatore di intelligenze artificiali avesse scriptato dei riflessi condizionati lasciando una piccola parte di autodeterminazione, abbastanza da convincerci di essere unici ma non da permetterci di essere imprevedibili.
Un'intera specie che vive perennemente nel limbo, sul filo del rasoio di qualsiasi cosa.
Vaghiamo nella notte e ci consumiamo nel fuoco.
Si alza il vento e sono quasi arrivato a casa. Mi infilo il cappotto che mi guarda con aria d'attesa.
Lo facciamo davvero. Ci consumiamo nel fuoco.
Parte 3d
Hai bisogno di bere eh, stronzo?
No. Non ne ho. Posso farcela. Devo solo stare concentrato.
Fai finta quanto vuoi. intanto quella soluzione funzionava, eh?
Tiro fuori il portafogli che mi fissa con un sorriso sardonico.
Sfilo i documenti ed i soldi e li infilo in tasca e getto il provocatore in mezzo ad un cespuglio di piante grasse di qualche vecchia signora. Un urlo soffocato tira gli angoli della mia bocca verso l'alto nella malvagia imitazione di un sorriso.
Prendi questo, stronzo impudente.
La cosa davvero deprimente di quello che faccio per vivere -e che nessuna quantità di coraggio al mondo sarà mai sufficiente per chiamare "lavoro"- è che oramai riesco quasi a prevedere cosa mi verrà chiesto. Mia moglie ha iniziato ad andare a lezioni di ballo latino americano e all'inizio ci andava raramente, ora ci va quattro volte a settimana e quando torna è sempre felice temo che mi tradisca, lei può verificarlo? Certo che posso, sua moglie ha ritrovato la felicità dopo anni di grigiore, grigiore chiaramente causato da un matrimonio troppo precoce con un omino troppo noioso, arrogante ed egoista per poter anche semplicemente pensare di essere la causa stessa del tradimento. certo che mi apposterò tra i contenitori dell'immondizia, tra cespugli, merda e piscio di cane, soltanto per raccogliere delle foto dove la tua -mi auguro- futura ex moglie salta allegramente sul cazzo di uno sconosciuto ispanico con la tartaruga e pure tutto il resto dell'arca di Noè, certo che starò lì, sentendomi una merda per star violando la privacy di qualcuno mentre la malinconia e la solitudine vorrebbero farmi scappare per chilometri, certo che starò lì ad ascoltare urla e gemiti resistendo al desiderio di vomitarmi in faccia.
Lo farò, ma solo perché non ho scelta.
È davvero affascinante come le persone pensino sempre di essere così irrecuperabilmente originali. Forse il nostro cervello ci costringe a pensarlo, se acquisissimo la coscienza di essere quasi sette miliardi e mezzo di piccoli cloni basterebbero davvero le strategie che già usiamo per impedirci di prenderci tutti per mano e abbracciare l'estinzione? È vero, i dettagli cambiano, ma i comportamenti rimangono sempre e solo gli stessi, come se un programmatore di intelligenze artificiali avesse scriptato dei riflessi condizionati lasciando una piccola parte di autodeterminazione, abbastanza da convincerci di essere unici ma non da permetterci di essere imprevedibili.
Un'intera specie che vive perennemente nel limbo, sul filo del rasoio di qualsiasi cosa.
Vaghiamo nella notte e ci consumiamo nel fuoco.
Si alza il vento e sono quasi arrivato a casa. Mi infilo il cappotto che mi guarda con aria d'attesa.
Lo facciamo davvero. Ci consumiamo nel fuoco.
Parte 3d
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